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legislazioni vigenti
Scheda informativa
Rapport scientifique du panel LGBTIQ+
Capire le pratiche di conversione
Un fenomeno ancora presente in Svizzera
Le pratiche di conversione, spesso chiamate erroneamente «terapie di conversione», indicano un insieme di metodi che pretendono di modificare o eliminare l'orientamento sessuale o l'identità di genere di una persona. Il termine «terapia» è fuorviante: lascia credere a un trattamento benefico, mentre queste pratiche sono contrarie a ogni etica professionale e non hanno alcuna legittimità scientifica. Si parla quindi di pratiche di conversione, al fine di riflettere la diversità dei metodi utilizzati e il loro carattere dannoso.
Che cos'è una pratice di conversione?
Si basano sull'idea errata che una persona lesbica, gay, bisessuale, trans o non binaria potrebbe, o dovrebbe, cambiare. Assumono diverse forme:
• Pseudo-mediche (ormoni non adeguati, elettroshock…),
• pseudo-psicoterapeutiche (gruppi di parola guidati, «decondizionamento»…),
• religiose (preghiere forzate, esorcismi, riti…).
Queste pratiche sono a volte combinate. In Svizzera, sono spesso proposte in gruppi evangelici, ma anche da coach, terapeuti certificati o psichiatri, senza che queste offerte siano dichiarate come tali.
Perché non si tratta di terapie
Una terapia professionale degna di questo nome è aperta, rispetta l'integrità della persona e non mira mai a cambiare il suo orientamento sessuale o la sua identità di genere. Le pratiche di conversione perseguono un unico obiettivo: allineare la persona a una norma eterosessuale e cisgenere.
Le organizzazioni che le propongono hanno modernizzato il proprio discorso: oggi parlano di «libera scelta» o di «accompagnamento», mentre i loro metodi violano le regole etiche dell'ambito psicologico.
Le conseguenze: un impatto grave sulla salute
Le ricerche internazionali sono unanimi. Le pratiche di conversione non apportano alcun beneficio e comportano spesso pesanti danni psichici e fisici, tra cui:
• perdita di autostima, ansia, depressione
• isolamento sociale, vergogna, senso di colpa,
• disturbi sessuali, profondo disagio,
• idee suicidarie o tentativi di suicidio,
• sintomi di stress post-traumatico.
Questi effetti si spiegano in particolare con il contesto in cui queste pratiche si manifestano: ambienti che rifiutano l'omosessualità o la transidentità, in cui le persone interiorizzano messaggi negativi. Quando le «terapie» falliscono, cosa inevitabile, le persone si sentono in colpa e «inadeguate».
Un importante fattore di stress per le minoranze
Le pratiche di conversione costituiscono una delle forme più violente di odio anti-LGBTQIA+.
Generano uno stress estremo:
• per le persone direttamente coinvolte, che subiscono una forte pressione affinché rinneghino la propria identità;
• per le altre persone LGBTQIA+, che vedono nella loro stessa esistenza la prova che si cerca ancora di farle sparire.
• L'inazione politica aggrava questo stress dando l'impressione che la protezione delle persone LGBTQIA+ non sia una priorità.
A che punto è la Svizzera?
Diverse iniziative sono in corso:
• a livello federale, sono in corso un tentativo di vietarle e un rapporto del Consiglio federale sulla loro presenza;
• a livello cantonale, Neuchâtel ha adottato il primo divieto nel 2023, seguito da Vaud e dal Vallese; numerosi altri cantoni stanno lavorando su progetti di legge per vietarle;
• Queste pratiche sono completamente vietate in otto paesi dell'Unione europea (UE): Francia, Belgio, Cipro, Germania, Malta, Portogallo, Spagna e Grecia. Anche numerosi altri paesi stanno avanzando verso divieti nazionali.
Ciò che una buona legislazione deve prevedere
Secondo l'esperienza delle organizzazioni mantello LGBT svizzere (TGNS, Pink Cross e LOS), un quadro legale efficace deve:
• coprire le pratiche al di là del solo ambito medico;
• vietare l'offerta, la promozione e l'agevolazione delle pratiche di conversione;
• includere definizioni chiare;
• prevedere misure di prevenzione e un sostegno alle persone coinvolte così come ai loro familiari;
• garantire eccezioni esplicite per gli accompagnamenti psicosociali aperti e le cure di transizione fondate su un consenso libero e informato;
• chiarire le procedure di segnalazione e gli obblighi di denuncia.
Agire per proteggere
Le pratiche di conversione sono tra le forme più estreme di violenza nei confronti delle persone LGBTQIA+. Provocano gravi danni e aggravano lo stress delle minoranze. La Svizzera ha l’obbligo di proteggere le persone coinvolte.
È indispensabile intervenire a livello politico e sociale per porre fine a queste pratiche e garantire un ambiente sicuro per tutt*.
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