Lacoalizione contro le pratiche di conversione felicitano il fatto che il
Consiglio Federale, nel suo rapporto pubblicato oggi, qualifica esplicitamente
questi metodi nocivi e inefficaci. Si dispiace tuttoavia che il Consiglio
Federale adotta una posizione poco coraggiosa in matiera legislativa,
contentandosi di chiedere al Parlamento di agire. Creata recentemente, questa
coalizione raccoglie già più di 60 organizzazioni che demandano ormai al
Consiglio degli Stati a prendere le misure necessarie per proteggere le persone
della comunità LGBTIQA.
Secondo lestime, fino a 80'000 persone potrebbero essere a rischio di essere sottoposte a
pratiche di conversione in Svizzera. Circa un terzo tra di loro sono minorenni
al momento in cui cominciano queste misure il cui obiettivo è di modificare il
loro orientamento sessuale o la propria identità di genere. Malgrado la
popolarità di questo fenomeno, sono rare le persone vittime di questi
trattamenti a parlare pubblicamente della loro esperienza. Lea Blattner, membro
del comitato delle donne protestanti e delle persone sopravvissute a misure di
conversione, racconta la sua esperienza: "Ho subìto degli esorcismi. Mi
hanno anche detto che la mia omosessualità era una malattia che poteva esser
curata. Invece di aiutarmi, le misure di conversione hanno lasciato delle
cicatrici profonde. Nessunə dovrebbe vivere quello che ho vissuto io."
Sequeste pratiche non mantengono le loro promesse, le sofferenze causate sono
immense e reali, come lo ha constatato la Federazione Svizzera degli Psicologi:
"Gli studi scientifice mostrano che le persone SOGIECE2possono uscirne con disturbi psichici gravi, inparticolare depressione, idee di suicidio e disturbi ansiosi – senza che ci sia
stato un vero cambiamento di orientamento sessuale né di identità di genere
come risultato."
Datiquesti elementi, la coalizione considera che è insufficiente limitarsi ad una
semplice constatazione della situazione. "La dignità umana è inviolabile.
È per questo che rigettiamo categoricamente le pratiche di conversione."
dichiara Katharina Jost Graf, di Frauenbund Schweiz. Questa posizione è
altrettanto condivisa, senza delle prese di posizione ufficiali, dalla
Confederazione dei Vescovi Svizzeri, dalla Chiesa Evangelica Riformata
Svizzera, la Chiesa Cattolica-Cristiana della Svizzera e la Federazione
Svizzera delle Comunità Israelite. "Chiunque riconosca queste pratiche
come nocive ed inefficaci deve essere in egual misura prontə a proteggere
efficacemente le persone affette. Lə politichə responsabili non possono
restarsene a braccia incrociate."
Più di 60organizzazioni della società civile hanno unito i loro sforzi nella coalizione
contro le pratiche di conversione. Muriel Waeger, rappresentante delle
associazioni LGBTQ seguenti: LOS, Pink Cross e TGNS, spiega: "Il Consiglio
Federale conferma quello che viene affermato dalle persone coinvolte e dagli
specialisti da anni: le misure di conversione portano a grandi pregiudizi.
Bisogna ormai trarne le conseguenze necessarie sul piano legislativo. Facciamo
appello alla commissione del Consiglio degli Stati incaricata di questo dossier
a permettere una migliore protezione delle persone coinvolte e a pronunciarsi,
come lo ha fatto il Consiglio Nazionale, in favore di un divieto."
La coalizionecontinuerà a sforzarsi, in collaborazione con le persone coinvolte e affette,
gli specialisti e le organizzazioni della società civile, affinché le misure di
conversione siano in fine vietate in maniera effettiva in tutta la Svizzera.
Per ulterioriinformazioni sulla coalizione, vi invitiamo consultare: https://www.pratichediconversione.ch/
Vi invitiamo,nel caso in cui trattate degli argomenti legati alla discriminazione verso le
persone LGBTIQ, ad attirare l'attenzione verso gli aiuti proposti dalla
LGBTIQ-Helpline.
La LGBTIQ-Helpline è qui per ascoltare!
Via telefono e via chat. In qualsiasi momento
via e-mail.
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lesbiche, gay, bisessuali, trans, non-binarie, intersessuali o queer, la
LGBTIQ-Helpline propone un servizio di consiglio tra pari. Si tratta anche del
centro di segnalazione delle violenze anti-LGBTIQ. L'offerta di consiglio si
indirizza a tutte le persone ad avere domande o preoccupazioni riguardanti il
contesto di vita delle persone LGBTIQ.
